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LA STORIA DI GORGONZOLA
Gorgonzola e tutta la regione della pianura padana attorno a
Milano furono teatro, questo è noto, di molti avvenimenti
salienti del medioevo. E’ il caso della vittoria a Legnano
contro Federico Barbarossa della Lega Lombarda, a cui aderì
con entusiasmo anche Gorgonzola. Siamo nel remoto 1176.
Anche questo comune porta dunque il segno di quei cruciali
fatti storici che sancirono per la prima volta l’autonomia
dei comuni italiani, come denota la Pace di Costanza del
1183. Gorgonzola fu teatro degli scontri che seguirono a
questi avvenimenti più noti, una lunga lotta intrapresa dgli
eredi del Barbarossa. Nel 1245 infatti, durante l’assalto di
Federico II ai bastioni milanesi, le forze lombarde
dovettero ritirare su Gorgonzola; qui si combatté
aspramente, tanto che entrambi i comandanti degli eserciti
caddero prigionieri in mani nemiche. Alla torre di
Gorgonzola, situata dove sorge ora l’abitazione del parroco,
spettò il compito di custodire re Enzo, nientemeno che il
figlio dell’Imperatore e Vicario Imperiale per la Lombardia.
Di quei memorabili momenti, risoltisi con lo scambio di
prigionieri e con la vittoria formale della Lega Lombarda,
Gorgonzola porta orgogliosamente il ricordo con una lapide
commemorativa sul lato orientale del palazzo del comune. Ben
più noto, e ben più antico è il monumento dedicato alla
visita di San Carlo durante la peste del 1564. La terribile
malattia flagellava in quegli anni non meno che altrove
Gorgonzola, che aveva il suo Lazzaretto in un luogo isolato,
lungo la strada campestre in località ponte di Milano. Al
crocicchio che segnava l’inizio di un viaggio senza ritorno
per gli appestati è dedicata appunto questa imponente stele
sormontata da una croce in ferro battuto, che fa riferimento
ad una non meglio specificata visita del Santo anche in
questo comune toccato dal flagello. In ricordo dell’alto
contributo di vite umane pagato da Gorgonzola, questo
monumento di difficile datazione è uno dei più
rappresentativi simboli per gli abitanti del luogo. La
storia di Gorgonzola ci riporta anche illustri citazioni,
come ad esempio quella del Manzoni nei suoi «Promessi
Sposi». Sul motivo perché, nel lungo e periglioso cammino di
Renzo tra Milano e Bergamo, lo scrittore faccia l’onore
della citazione proprio a Gorgonzola è stato in sede locale
variamente dibattuto. Sembra ormai certo però dalle sue note
biografiche che Manzoni avesse attraversato e visitato il
paese più volte per via di alcuni poderi in suo possesso
nella zona, dove soleva passare i periodi di riposo nella
sua casa di campagna lontano dalla città. Gli stessi
Beccaria, famiglia della madre di Manzoni, risiedevano
spesso nel loro palazzo di campagna non lontano da
Gorgonzola. E’ naturale dunque che Gorgonzola per lo
scrittore fosse un luogo di passaggio privilegiato, lungo il
Naviglio della Martesana, o solo per semplice
approvvigionamento del ben noto e prelibato «stracchino»
locale. Naturale dunque che il suo Renzo Tramaglino trovasse
temporaneo ricovero proprio qui, a Gorgonzola. Gorgonzola
viene citata anche durante le Cinque Giornate di Milano nel
1848, come un paese che nell’infervorazione generale non
restò con le mani in mano, e sbarrò la strada per quanto
possibile ai popolani, alle truppe di rinforzo del
Reggimento Austriaco «Sigismondo». E successivamente, lo
stesso paese ospitò per una notte, il 9 giugno 1853,
Napoleone III con il suo stato maggiore nel palazzo dei
Serbelloni Brusca, sulla via per Solferino e la vittoria.
Gorgonzola ha pagato un alto tributo anche a tutte le guerre
degli ultimi due secoli: dal 1848, passando per la campagna
d’Eritrea del 1896, fino alla Grande Guerra del ’15-’18, per
arrivare ai caduti della Seconda Guerra mondiale e ai
martiri della Resistenza. In loro nome, ai caduti di tutte
le guerre di tutte le lotte, Gorgonzola ha dedicato un
grande monumento in stile moderno in piazza De Gasperi nel
1973, in sostituzione di quello eretto dai fascisti in epoca
precedente ed abbattuto.
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