|
LA FERA DI SANTA CATERINA
Il 24 ottobre 1785 la Cancelleria di Gorgonzola avvisa la
cittadinanza le disposizioni per il tenersi di una nuova
fiera paesana nel giorno di Santa Caterina, 25 novembre, e
nel successivo 26. Finalità della manifestazione sono la
promozione del commercio di bestiame, cereali, lino, ecc.
Comincia quindi da lontano la storia di questa fiera
caratteristica di Gorgonzola, che da più di due secoli è un
appuntamento immancabile per tutti i cittadini e per molti
degli annuali frequentatori brianzoli della fiera. Le sue
colorate bancarelle, il fragrante profumo delle prelibatezze
preparate dai chioschi nella gelida aria di fine novembre:
frittelle, melasso zuccherino, castagne arrostite, zucchero
filato. E insieme a questo tanti, tantissimi giochi per i
bambini, sempre più numerosi ogni anno, tante attrazioni per
questa grande festa di paese che affonda le sue radici nella
tradizione della città e del suo territorio. Un tempo fiera
dell’agricoltura, simbolo industrioso del lavoro nei campi e
nelle stalle e della operosità delle popolazioni locali,
essa ha mantenuto per molto tempo la sua veste di importante
appuntamento commerciale e di avvenimento cruciale nel
settore. Sono stati i singoli contadini ed allevatori che
ogni anno affluivano da tutta l’alta e la bassa Brianza, con
pochi scarsi mezzi, a scambiare il frutto del proprio lavoro
con altri prodotti, a rinnovare ogni anno questa tradizione,
dal maiale ben ingrassato ai suoi succulenti derivati, dal
prodotto dei campi alla sua lavorazione semi-industriale. E
via via la fiera è cresciuta, diventando una piazza
fondamentale per ogni sorta di prodotto: bovini, maiali,
asini, caprette, cereali in abbondanza e strumenti agricoli,
fino alla paglia e al fieno; le contrattazioni iniziavano di
buon mattino e terminavano a sera inoltrata. La fiera era
occasione per acquistare per i bambini entusiasti i pochi
giocattoli che la frugale vita di contadino concedeva alle
famiglie, come pure di lasciarsi andare ad acquisti
«esotici» come arance mandarini e frutta secca.
Oggi, i ricordi di quelle fiere in cui un buon affare faceva
la differenza tra la fame e la penuria invernale e una
dignitosa stagione per la famiglia, e il fior fiore delle
campagne si ammassava nelle piazze di Gorgonzola, sono
lontani. La fiera di Santa Caterina odierna si è adattata ai
nuovi ritmi dell’agricoltura industriale e riflette in modo
fedele il tessuto economico della Brianza, fatto di
artigiani specializzati, di imprese e di prosperità. Ma c’è
ancora spazio per la tradizione e le curiosità nella
interminabile teoria di bancarelle che riempie le vie ogni
fine novembre: dai prodotti della cucina tipica,
all’artigianato locale, dall’antiquariato alle curiosità, la
festa continua e ogni anno si rinnova con nuove attrattive,
divertimenti, giostre e bancarelle sempre più numerose e
colorate.
|